lunedì 21 maggio 2012

Batteria scarica proprio al momento di dover compiere una telefonata o mandare una e-mail.

Faccia un passo avanti chi, tra gli utilizzatori di cellulari, non si è, almeno una volta, trovato con il problema della batteria scarica proprio al momento di dover compiere una telefonata o mandare una e-mail. Proprio cosi, perché i nostri ultra moderni dispositivi sono il risultato delle più avanzate conoscenze tecnologiche, ad eccezione di un componente: la batteria! Siamo fermi al concetto di decenni fa! Incredibile ma vero.


Al pari della concorrenza e nonostante le ingenti risorse impiegate nella ricerca, 
anche Nokiaè ferma al palo. L’ultimo buco nell'acqua è stato decretato con la fine di un progetto di ricerca durato molti mesi e svoltosi in alcune zone sparse per tutta la terra. [...]L'obbiettivo era quello di utilizzare l’energia solare per far si che cellulari e tablet si ricaricassero di energia, pulita e praticamente a costo zero, durante il loro uso.
Però, anche nelle condizioni più favorevoli, con esposizione prolungata e l’utilizzo dei dispositivi sopratutto all’aria aperta, i risultati sono stati del tutto deludenti, tanto da far accantonare il progetto e rimandarlo a un futuro incerto e troppo lontano.

Allora si è cercato di parlare anche di nanotecnologie, che da qualche anno sono diventate la cura di qualsiasi problema affligga l’umanità ma, almeno dal punto di vista Nokia, il discorso è fermo soltanto alle intenzioni.

Per fortuna questa situazione potrebbe cambiare presto, grazie alla ricerca del professor Yi Cui e del suo team dell’Università di Stanford, in California. La risposta alla domanda irrisolta è un anodo in nanotubi di silicio, ricaricabile fino a 6000 volte. Passando ai fatti questa scoperta potrebbe volere dire a smartphone accesi per molti giorni e batterie in grado di sopportare molti più cicli di ricarica. Le batterie al litio comunemente usate nei telefoni cellulari sfruttano un anodo in grafite, con una capacità di 400 mAh/grammo mentre i nanotubi di silicio arrivano fino a 4000 mAh/grammo, ma sono talmente fragili che dopo pochi cicli di carica smettono di funzionare.

I ricercatori sono riusciti a trovare la soluzione a questo problema rinforzando i nanotubi con ossido di silicio e, in base ai primi test, il risultato ottenuto permetterebbe di arrivare fino a 6000 cicli di ricarica. Molto più delle batterie attuali che arrivano a circa 1000 cicli, equivalenti più o meno a tre anni di vita.

Un altro ambizioso progetto è quello portato avanti, con la collaborazione del nostro Ministero dell’Università, Istruzione e Ricerca, da Veneto Nanotech e la Shinshu University e che potrebbe portare ad un nuovo tipo di batterie capaci di mantenere la carica addirittura per mesi.

E’ stato un professore della facoltà di Ingegneria dell’ateneo nipponico, 
Morinobu Endoa, a rivelare il progetto in corso con Veneto Nanotech che consentirebbe, grazie all’impiego di particolari “rivestimenti nano-strutturati”, la creazione di “una batteria di lunghissima durata, almeno novanta giorni, in grado di erogare l’energia in modo intelligente”.

“Vogliamo unire le nostre conoscenze nel campo delle batterie con l’eccellenza di Veneto Nanotech nelle tecnologie di coating”, ha dichiarato il professor Endo che aggiunge: “unendo le forze possiamo realizzare questo innovativo progetto, che prevede finanziamenti che saranno sia pubblici sia privati da entrambi i paesi”.
Possiamo sperare, in un  futuro 
prossimo, di non dovere temere più che i nostri smartphone ci piantino in asso nel momento del bisogno!

2 commenti:

  1. Prof...sono davvero lieto che tu abbia trovato interessante quest'articolo...Sii la benvenuta nel mio blog!

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