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sabato 4 giugno 2016

Apple Pay problema tecnico in Australia

Apple Pay, il servizio di pagamenti della mela,  ha avuto qualche problema tecnico in Australia e sembra che non sia finita qui ma che anche in altri stati nopn vada meglio.


Apple Pay fatica ad ingranare fuori dagli Stati Uniti, anche a Singapore ha avuto problemi per le difficoltà tecniche. Il dirigente Jennifer Bailey, ha dichiarato che nei prossimi mesi il servizio di espanderà ulteriormente in Europa ed Asia.

Il 2015 non è stato male per Apple Pay che ha raggiunto 10,9 miliardi di dollari di transizioni, ma la maggior parte di queste sono state effettuate negli Stati Uniti. Gli utenti Apple più fanatici ritengono che il servizio di pagamenti sia molto valido, ma sembra non riesca a conquistare il grande pubblico: questo sarebbe dovuto anche ad alcuni problemi tecnici, che ne hanno rallentato la crescita all’estero.

In Australia un rappresentante della Bendigo Bank ha dichiarato che la banca sta riscontrando alcuni problemi nell’accettare i pagamenti con il servizio di Apple, mentre in Cina diversi utenti si starebbero lamentando dell’eccessiva complessità rispetto a WeChat (app che nel mercato asiatico permette anche di scambiare denaro).

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Bailey ha dichiarato che Apple si sta muovendo il più rapidamente possibile per risolvere i problemi e portare il servizio in quanti più paesi possibili ma, come tutti i sistemi che devono prendere piede, anche Apple Pay avrà bisogno di tempo per espandersi capillarmente in tutto il mondo.

martedì 1 marzo 2016

Ecco perché #Apple espande il marchio registrato #Think_Different

1997 uno dei primi spot della Apple che promuoveva un Mac lanciò uno slogan Think Different diventando in poco tempo un "marchio" della società di Cupertino.


Lo slogan Think Different è rimasto nella memoria collettiva del paese e anche se non viene più utilizzato dal 2002, Apple probabilmente vuole sfruttare nuovamente lo slogan che tanto ebbe successo.
Qualcuno ha notato che la società di Cupertino ha ampliato il marchio registrato, per fare in modo che sia valido per altre sette tipologie di prodotti, tra cui Apple Watch, Apple Pay, Apple Pencil, e iPad.

Diventa chiaro che Apple voglia utilizzare nuovamente lo slogan, oppure si tratterà solo di una mossa preventiva, per evitare che lo slogan Think Different venga utilizzato da qualche concorrente.

Speriamo che venga riutilizzato di nuovo questo slogan nato con lo splendido spot della serie Think Different, con la voce di Steve Jobs.

venerdì 2 ottobre 2015

#POS #PayPal #Compatibile per #Android #Pay ed #Apple #Pay

Giorno 28 settembre 2015, la socetà PayPal ha presentato il nuovo POS realizzato per essere compatibile sia con il sistema di pagamento online in mobile di iOS, Apple Pay che quelo Android, Android Pay. 


Il POS presentato da PayPal è dotato di un chip in grado riconoscere le carte di credito più recenti e più di ogni altra cosa, è compatibile sia con Apple Pay che con Android Pay.

POS PayPal per Apple Pay ed Android Pay
POS PayPal per Apple Pay ed Android Pay

Per il momento la diffusione del POS innovativo PayPal e circoscritta agli States, Australia e Regno Unito, in cui il dispositivo potrà essere commercializzato sin dai primi giorni del mese di ottobre 2015 al prezzo di 149$ con un rimborso per i commercianti di 100$ nel caso in cui lo stesso POS sia utilizzato per somme inferiori a 3.000$ durante i primi tre mesi.

Il POS funziona tramite connettività Bluetooth ed è dotato di un piccolo display LCD che permetterà di monitorare le fasi che seguiranno il pagamento.

Non ci resta che attendere che il POS PayPal possa trovare spazio anche per il nostro mercato nazionale e sopratutto possa trovare spazio insieme al metodo di pagamento in mobile.

mercoledì 8 aprile 2015

Apple Pay in Difficoltà | Apple Rottama Smartphone Concorrenti per Guadagnare Quote di Mercato

Sono tante le potenzialità che strutturano il sistema di pagamento di Apple, ma ciò nonostante non riesce a trovare sbocchi validi per affermarsi. Nel mentre si attendono buone nuove, Apple decide di proporre un'iniziativa che prevede la rottamazione degli smartphone concorrenti, al fine di riuscire a guadagnare quote di mercato.


Secondo quando afferma Bloomberg, il nuovo sistema di m-payment di Apple, per pagare in mobilità, sta disattendendo le attese, trovando grosse difficoltà nell'affermarsi tra i potenziali utenti del comparto business.

In base ai dati ottenuti da un recente sondaggio, a cura di Phoenix Marketing International, pare che due terzi degli utenti affermano di avere riscontrato alcuni problemi mentre facevano uso del servizio. Il 66% di utenti di iPhone 6 e 6 Plus ha provveduto di attivare Apple Pay, ma il 50% di loro, nel momento in cui entra in un negozio autorizzato “Apple Pay merchant”, viene a conoscenza di non poter avere accesso al servizio di m-payment in quanto non è ancora abilitato. Inoltre Phoenix, che ha eseguito la ricerca su un campione di 3000 persone, dichiara che “hanno creato la domanda“, ma successivamente hanno dato vita a dubbi. In merito a tutto ciò, il Ceo di Apple, Tim Cook, a seguito a vendita di ben 74.5 milioni di iPhone, totalizzando un innalzamento del 90% negli ultimi tre mesi del 2014 relativi ai regali di natale, avendo preso di mira Samsung, recentemente, in occasione dell’evento Apple Watch, ha fatto sapere che Apple Pay è accettato in ben 700 mila retailer e 2.500 banche.
Apple Pay
Apple Pay

Le maggiori banche e i più famosi network di carte di credito stanno pressando Apple Pay, per velocizzare l’utilizzo dei Mobile Payment (ovvero sia m-payment) e avere di fatto il controllo delle transazione. Il mercato di tale comparto equivale a circa 67 miliardi di dollari di vendite nel 2015, in base alle stime di Forrester Research. Apple Pay, rivoluziona i recenti iPhone in veri e propri portafogli digitali. Ma Samsung non è stata certo a guardare in merito a questa nuova frontiera, entrando nel mercato m-payment con il suo Samsung Pay, che farà il suo esordio durante il terzo trimestre negli States ed in Sud Corea. Dal momento che la diffusione di NFC (acronimo di near field communication) non è molto capillare e diffusa, pensate che solo il 10% dei negozianti ne è dotato, Samsung Pay ha deciso di adottare NFC insieme alla tecnologia MST (acronimo di magnetic secure transmission) al momento utilizzata dal 90% dei retailer. Per dare conferma dell'avvenuto pagamento, sarà sufficiente l’impronta digitale! Google in ogni caso è al lavoro sul suo sistema di m-payment Android Pay.

Durante i primi quattro mesi, tutti coloro che hanno utilizzato Apple Pay, hanno effettuato in media 2.6 transazioni in-store, di cui più della metà ha proceduto ad effettuare acquisti proprio dentro un Apple Store, quasi un terzo da Macy’s ed il 36% da McDonald’s. La stragrande maggioranza che ha preferito Apple Pay, ha affermato di averlo scelto al posto della tradizionale carta di credito, in quanto il sistema risulta essere più immediato, mentre il 60% perché il sistema è “nuovo e cool”, il 58% ha immaginato che fosse più sicuro. Ma a tal proposito, Aite Group ha messo in luce il fatto che Apple Pay è stato sottoposto ad attacchi di frodi informatiche, recentemente: infatti sono state registrate l’8% delle transazioni fraudolente a fronte dello 0.1% delle normali transazioni eseguite tradizionalmente con carta di credito.
Un esempio di pagamento con Apple Pay
Un esempio di pagamento con Apple Pay
Sono oltre 800.000 i clienti di Bank of America che hanno scaricato 1.1 milioni di carte di credito su Apple Pay: JP Morgan Chase è convinto che l'aumento sia maggiormente diffuso fra i più giovani e con color che hanno il beneficio dei redditi più alti. Visa inoltre ha aggiunto che 43 banche, pari al 74% del volume, ha deciso di passare al sistema per provvedere ad autenticare gli acquisti eseguito tramite iPhone. Un’altra ricerca di Citi Research ritiene che la causa che sta determinando la difficoltosa adozione degli m-payment, sia dovuto alla quantità esigua di commercianti e al mancato funzionamento dei terminali.

Per adesso possiamo affermare che Apple Pay è in difficoltà. I costi sostenuti dalle banche nell’upgrade dei sistemi a EMV chip, rappresentano ancora un ostacolo non indifferente. In conclusione, Apple, cercando di conquistare nuove quote di mercato, propone la rottamazione degli smartphone concorrenti: Blackberry, Windows Phone e Android, grazie all'inaugurazione del trade-in.
|"Presto non avremo più bisogno di portare contanti o carte in giro e il nostro smartphone si trasformerà in un portafoglio mobile. Ma quanto ne sai del mondo dei pagamenti “mobili”? Mettiti alla prova con un Quiz!

sabato 14 febbraio 2015

Google sfida Apple Pay con PLASO Software per Smartphone Android

"Plaso" è un software per smartphone Android che sarà in grado di attivarsi appena l'utente varca la soglia di un negozio ed ha con sè il telefono.


Il servizio darebbe la possibilità ai clienti di effettuare pagamenti, alla cassa, di beni e servizi, fornendo all'impiegato del negozio solo le proprie iniziali. Sembra che il gigante della Silicon Valley voglia entrare nel business dei pagamenti mobili introducendo non solo un "portafoglio digitale" ma facendo anche da "registratore di cassa digitale".

In particolare Google sta testando un nuovo software chiamato "Plaso",  (pronuncia "Play-So") permetterebbe di pagare alla cassa beni e servizi, snza dare le generalità all'impiegato del negozio, ma fornendo solo le proprie iniziali. Con questo metodo, Google punterebbe a sfidare Apple nel campo dei pagamenti via smartphone, settore in cui la società di Cupertino sta ottenendo successo negli Stati Uniti con il sistema Apple Pay, annunciato a settembre e lanciato ufficialmente qualche settimana dopo.

E' con la tecnologia Bluetooth che Plaso rileverà l'applicazione di pagamento digitale sullo smartphone quando si si trova in prossimità della cassa in un negozio. Al sistema basta le iniziali per trovare il portafoglio digitale  che appartiene al cliente, e poi autorizzare un qualche tipo di trasferimento digitale come può essere Paypal.

Mentre The Information non è stato in grado di approfondire come Plaso dovrebbe funzionare nel dettaglio, come forma di sicurezza per l'autorizzazione di un pagamento alla cassa si dice che il commesso abbia la possibilità di vedere la foto dell'acquirente (che deve avere associato al proprio portafoglio digitale sullo smartphone), così da essere sicuro che il sistema sta elaborando esattamente il pagamento di chi è in quel momento alla cassa, al posto magari di un ID di identificazione personale o di un codice PIN. Se una forma di conferma dell'identità non venisse utilizzata, il rischio di errori o frodi sarebbe troppo alto - di tutte le forme di furto di identità, indovinare le iniziali di qualcuno è probabilmente la cosa più facile da fare.

Non si sa nulla su quando Plaso potrebbe essere annunciato in via ufficiale. Come The Information giustamente ha sottolineato, Google sviluppa e prova molti prodotti che poi non vedono mai la luce del giorno.


Ma se quanto è trapelato su Plaso è vero, ci sarebbe già un vantaggio in partenza sul concorrente Apple Pay: una maggiore base di utenti. Infatti, sappiamo che al momento Plaso sfrutta la connessione Bluetooth di uno smartphone, che praticamente ogni dispositivo di ultima generazione integra. Apple Pay, invece, necessita di NFC e di un lettore di impronte per la verifica dell'identità.
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