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giovedì 1 dicembre 2016

Perché Huawei nelle sue batterie al litio ha messo del grafene?

Perché Huawei nelle sue batterie al litio ha messo del grafene? Forse che questa nuova tecnologia dia la possibilità di sopportare temperature più elevate alle batterie?


Huawei nel suo centro di ricerca, Watt Laboratory con a capo Yangxing Li, ha messo a punto una tecnologia che permette alle batterie di sopportare temperature più alte, utilizzando il grafene che permette agli accumulatori di restistere al calore.

Queste batterie sono in grado di funzionare fino a temperature di 60°, ossia circa 10° in più rispetto agli standard attuali: sono progettate per essere utilizzate nelle regioni del mondo più calde e, se le voci sono veritiere, dovrebbero durare molto di più, circa il doppio rispetto alle normali batterie al litio.

Inoltre il direttore del laboratorio, spiega che non è stato utilizzato solo il grafene (che, come accennato, favorisce il raffreddamento delle batterie), ma altri due nuovi elementi sono stati impiegati per realizzare questi accumulatori: il primo è un particolare additivo negli elettroliti che rimuove le tracce di acqua ed impedisce agli elettroliti di evaporare ad alte temperature, mentre il secondo è basato su materiali NMC (Nickel manganese cobalt) modificati, in grado di migliorare la stabilità termica.

A completamento il video realizzato da Huawei che spiega nel settaglio come funzionano queste nuove batterie.



venerdì 5 dicembre 2014

Un brevetto di Nokia per batterie autoricaricanti

Nokia non si ferma, continua ad aumnentare il suo pacchetto brevetti, ben consapevole del loro potenziale valore. Un pacchetto di brevetti che guarda la futuro e speriamo anche alle batterie del futuro.


Per le batterie guardiamo con speranza il nuovo brevetto Nokia, che con l'utilizzo del grafene, cerca di progettare una batteria autoricaricabile, e risolvere i problemi di autonomia.

Queste batterie sarebbe in grado di rigenerarsi automaticamente appena completato il ciclo di scarica tramite reazioni chimiche continue, il tutto senza input energetici esterni. Sembra che l'umidità dell'aria contribuisca a caricare la batteria, generando 1V se si è in presenza del 30% di umidità. Inoltre questa tecnologia può essere stampata in strati molto sottili e flessibili oltre ad essere resa trasparente ed elastica.

grafene
Attendiamo con fiducia ulteriori comunicazioni da Nokia consapevoli che questo e altri brevetti che ruotano intorno al grafene, saranno miniere d'oro per l'azienda che riuscirà a produrli, considerato che le batterie servono non solo agli smartphone, ma anche a tanti altri prodotti. Speriamo che il Grafene ci riservi sorprese e innovazione per il futuro, specie per quello delle tecnologie in ambito mobile.



 Nokia does not stop, continues to aumnentare its packet patents, well aware of their potential value. A package of patents that looks at the future and we hope also to the batteries of the future.

For the batteries we look with hope the new patent Nokia, that with the use of the graphene, aims to design a self-charging battery, and solve the problems of autonomy.

These batteries would be able to regenerate automatically just completed the discharge cycle through chemical reactions continue, all without input external energy. It seems that the air humidity contributes to charge the battery, generating 1V if you are in the presence of 30% humidity. In addition, this technology can be printed in very thin layers and flexible in addition to be made transparent and elastic.

We look forward to any further communications from Nokia aware that this and other patents which revolve around the graphene will be gold mines for the company that you will be able to produce them, considered that the batteries are used not only to smartphones, but also to many other products. We hope that the graphene holds surprises and innovation for the future, especially for technologies in the mobile world.

mercoledì 26 novembre 2014

Nokia: dagli smartphone ai cameraphone con l'impiego del grafene

Dopo la vendita della divisione mobile a Microsoft, Nokia si è dedicata ai progetti che l'azienda finlandese ha rimasto. Nokia nel settore della R&D ha fatto notevoli investimenti negli ultimi anni, con specifiche sul grafene, il "vetro magico" dagl'innumerevoli impieghi, anche nei prodotti mobile.


Il Grafene, indicato per la produzione di sensori ottici, potrebbe aprire una nuova frontiera allo sviluppo dei cameraphone. Trattandosi di un materiale resistente, leggero, che si lascia attraversare  dalla luce per un elevato grado di trasparenza, duttile a tal punto che Nokia aveva pensato di impiegarlo nel concept Nokia Morph, progetto con l'impiego delle nanotecologie.


Nokia è sicuramente orientata nella progettazione di dispositivi al Grafene, anche se non ufficiale, un nuovo annuncio con il quale il produttore finlandese cerca un esperto di optoelettronica, ci da la conferma che la direzione è questa.  Nokia aveva brevettato un sensore fotografico al grafene nel 2012 |Un sensore fotografico al grafene: ecco il nuovo brevetto di Nokia | Nell'annucio di lavoro non si fa riferimento allo sviluppo di prototipi, ma alla produzione di massa dei sensori. Nokia potrebbe assegnare ad un terzo la produzione con appositi accordi di licenza, secondo il nuovo modello di business ben descritto recentemente dal Presidente di Nokia Technology e attuato con la presentazione del tablet N1.

Ricordiamo che Nokia, dal 2013, fa parte del Graphene Flagship Consortium, ente finanziato in parte dall'Unione Europa con lo scopo di incentivare lo sviluppo e l'impiego del Grafene. Il nome di Nokia figura tutt'ora tra i 76 gruppi accademici e industriali membri del consorzio.

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