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domenica 20 novembre 2016

Come proteggere privacy su SwiftKey app: modalità incognito

Come proteggere la propria privacy è diventato un problema per tutti gli utenti che usano la tastiera virtuale SwiftKey la quale con l'ultimo aggiornamento prevede la registrazione. 


Proteggere la propria privacy è da sempre un problema scottante visto l'innumerevole quantità di registrazioni che bisogna fare per proseguire ad utilizzare determinate applicazioni o software, come ad esempio la tastiera virtuale più usata al mondo:

Come proteggere privacy su SwiftKey app: modalità incognito
SwiftKey, è un app che permette di utilizzare una tastiera virtuale al posto di quella predefinita di sistema, ma durante l'ultimo aggiornamento che ha introdotto il nuovo sistema predittivo basato sulle reti neurali, gli utenti sono allarmati per la registrazione, da parte della società, dei propri dati sensibili.
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Per questo motivo, la più recente versione dell'app SwiftKey ha previsto l'utilizzo della Modalità Incognito in modo tale da fermare momentaneamente l’elaborazione del testo inserito, è proteggere la propria privacy.

Come proteggere privacy su SwiftKey app: modalità incognito
Fig.1
Effettivamente questa modalità era già disponibile nelle versioni beta che erano state lanciate durante la metà del mese di Ottobre 2016, aggiungendosi ad altre misure precauzionali adottate da SwiftKey atte a proteggere i propri utenti.

Fonte: MobileWorld

mercoledì 12 ottobre 2016

Nuove privacy policy SuperSU: transizione in atto

Nuove privacy policy relative a SuperSU, la cui transizione a Code Mobile Technology starebbe avvennedo progressivamente cercando di essere meno drastica possibile. 


Soltanto un anno fa, all'incirca era il mese di Settembre 2015, Chainfire annunciò la procedura di cessione di SuperSU, diventata ormai per loro una fonte di stress soltanto!

Nuove privacy policy SuperSU: transizione in atto
Nuove privacy policy SuperSU: transizione in atto
Dopo questa cessione, SuperSU sta ancora funzionando, grazie all'intervento della società Coding Code Mobile Technology, la quale starebbe collaborando proprio con la stessa Chainfire.
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Di fatto la cessione sarebbe conclusa, se non per qualche dettaglio, come testimoniano le due versioni che si possono trovare sul Google Play Store di SuperSU:
una versione normale ed una Pro avente marchio Codingcode.
Infine, anche le policy riguardanti la privacy sono rimaste le stesse almeno per quel che concerne le linee di massima, come potete voi stessi rendervene conto leggendole cliccando qui.

Fonte: androidworld

giovedì 2 giugno 2016

Smartphone/Privacy Solarin Prezzo Elevato

Smartphone/Privacy, Solarin, uno smartphone prodotto da Sirin Labs, che offre una protezione a livello di "servizi segreti" dei dati sensibili dell'utente. Con un hardware da 150 dollari circa, lo smartphone ne costa 14.000, come mai?



Smartphone/privacy è stato un tema alquanto discusso negli ultimi tempi e altrettanto violata da intrusioni nei propri account per saccheggiare dati sensibili personali.

Smartphone Privacy Solarin
Smartphone Privacy Solarin
Sirin Labs, azienda che ha da poco annunciato il proprio smartphone Solarin, garantisce la privacy ad un costo di almeno 14000 dollari, che è giusto il prezzo di questo dispositivo. La stranezza però è che, da un punto di vista tecnico, il dispositivo non vale più di 150/200 dollari.

|"La differenza la fa le tecnologie a difesa della privacy su cui può contare lo smartphone. 
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Due tecnologie in particolare, attualmente non sono disponibili al di fuori del mondo delle agenzie governative: il motore di protezione dai cyberattacchi Zimperium Z9 e il chip per la crittografia AES 256 bit KoolSpan.

Il primo monitora l'intero smartphone, proteggendolo da attacchi di qualsiasi tipo, immune ad ogni tipo di attacchi malevoli e sempre in grado di rilevare e proteggere da minacce note o ignote.

Il chip di KoolSpan invece garantisce una crittografia completa chi-to-chip di livello militare, che non soltanto protegge i dati ma anche conversazioni sicure al 100%. La scocca dello smartphone inoltre è realizzata in una particolare lega metallica chiamata Matrix, che dovrebbe garantire una resistenza eccezionale.



Per il resto, le specifiche pur non essendo aggiornatissime sono comunque di tutto rispetto. In particolare Solarin offre un display 2k da 5.5 pollici, un SoC Snapdragon 810, 4 GB di RAM, 128 GB di spazio per lo storage, fotocamera principale da 24 Mpixel con autofocus laser, fotocamera frontale da 8 Mpixel, batteria da 4040 mAh, USB Type-C, sensore per la lettura delle impronte digitali e moduli WiGig 802.11ad e Wi-Fi 802.11ac dual band dual antenna. Il sistema operativo invece è Android 5.1.1 Lollipop.

sabato 23 aprile 2016

Rischi Pericoli Privacy Uso URL Shortner

Rischi, pericoli privacy, derivanti dall' uso degli URL Shortner i link accorciati che si possono avere grazie a determinati servizi offerti sul web: informazioni, dettagli e specificità da sapere ad ogni costo!


Rischi, pericoli privacy derivanti dall'uso degli URL Shortner, questo è risultato da uno studio approfondito eseguito da due ricercatori del Cornell Tech: gli URL Shortner, ovvero sia i servizi che accorciano la lunghezza di un link, nasconderebbero svariati pericoli in particolar modo per la sicurezza della nostra privacy!

Rischi Privacy Pericoli Uso URL shortner
Rischi Privacy Pericoli Uso URL shortner
"|Infatti, gli specialisti di sicurezza informatica hanno messo in luce che estrapolando alcuni schemi ricorrenti utilizzati dagli URL Shortner più in uso, permetterebbero l'accesso in un certo qual modo a dati sensibili che ci riguarderebbero da vicino!
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Tra i vari servizi di URL Shortner c'è URL Bitly di Microsoft OneDrive in cui è stato possibile riscontrare come sia possibile arrivare ad avere accesso ad un determinato file, avere l'indirizzo completo che ha consentito l'accesso al resto dei file: addirittura tutti coloro che sono in grado di farlo, avrebbero potuto introdurre codici malware all'interno di essi!

Cosa dire invece del servizio che Google Maps propone in cui con assoluta facilità sarebbero stati decodificati con relativo ricavo dalla semplice URL di dati come posizione o direzione della potenziale persona violata!

Va detto che i pericolosi bug riscontrati in entrambi i servizi, URL Bitly di Microsoft OneDriveGoogle Maps sono stati risolti, ma comunque sia resta e ci mancherebbe altro se non fosse cosi, il dubbio sulla bontà di altri servizi: rischi e pericoli per la privacy degli utenti a causa di un servizio come quello degli URL Shortner, in apparenza innocuo, sono sempre dietro l'angolo!

Il mio consiglio, prima di concludere è quello di usare con molta parsimonia gli URL Shortner, in particolar modo sulle piattaforme di pubblica consultazione e le URL corte per i dati sensibili.

venerdì 18 dicembre 2015

Il #CEO di #BlackBerry John Chen con #FBI contro #Apple

L'FBI e Department of Justice stanno facendo un braccio di ferro con Apple. Al centro della questione c'è il sistema di sicurezza delle informazioni dei clienti, che Apple ha applicato ad alcuni software come iMessage e FaceTime, offrendo una criptazione end-to-end e, non permette di accedere ai dati scambiati nemmeno ad Apple.


Mentre le agenzie governative chiedono un sistema che dia la possibilità di consultare informazioni, Apple, irremovibile sulla questione, sostiene che la privacy degli utenti viene prima di qualsiasi altra cosa.
Come una voce fuori dal coro il CEO di BlackBerry, con un recente post sul blog della compagnia si è esposto contro Apple, sostenendo che il proprio impegno per la privacy non si estende ai criminali. John Chen si è quindi schierato dalla parte delle autorità, sostenendo che sia assurdo per una società non collaborare con i governi per mantenere il buon nome del brand.

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Adesso, mettendo da parte l’eterno dibattito su privacy e sicurezza pubblica, in molti sul web stanno giustamente facendo notare l’ironia delle parole di Chen: BlackBerry è una società che ha sempre puntato moltissimo sulla privacy e la tutela dei dati degli utenti e supporre un’eventuale collaborazione con le autorità implica per forza di cose la possibilità per terzi di accedere alle informazioni contenute sui dispositivi.

mercoledì 30 settembre 2015

#Microsoft: #Windows 10 non viola #privacy #utenti

Microsoft riafferma la sua volontà di non spiare gli utenti con Windows 10, lo annuncia in un post sul blog ufficiale di Windows per rispondere alle polemiche sulle presunte violazionialla privacy. 


Fra gli early adopter (utilizzatori di nuovi prodotti) che hanno testato il sistema operativo Windows 10 installandolo sul proprio PC, c'è chi non ha gradito certe funzionalità "cloud" in stile app per cellulari, i consigli per gli acquisti dell'assistente digitale Cortana e la "telemetria" dell'OS impossibile da disabilitare diversamente dalle passate edizioni di Window.

La risposta di Microsoft:
Il nuovo OS non vìola la privacy, Microsoft non legge e non leggerà mai i contenuti delle comunicazioni degli utenti per vendergli prodotti o disseminare advertising. Microsoft rassicura che il nuovo OS è rispettoso della riservatezza degli utenti, anche se di dati raccolti e inviati ai server remoti ce ne sono e ce ne saranno sempre in futuro. La corporation suddivide le informazioni condivise da Windows per tipologia, descrivendo un gruppo di dati per la telemetria e i crash di applicazioni, driver di periferica e sistema che sono sempre comunicati ai server di Redmond in forma anonima e non possono essere "spenti", e poi un gruppo i dati per i servizi personalizzati di Cortana, Bing e altre applicazioni basate sulle abitudini di navigazione e utilizzo del software dell'utente.

Le "conferme" di Microsoft, secondo alcuni degli osservatori, non fanno altro che ribadire il comportamento poco trasparente di Windows 10 nella gestione dei dati dell'utente - un'impostazione comunque molto diversa dal passato e con cui gli affezionati della privacy dovranno fare costantemente i conti in futuro.


lunedì 9 marzo 2015

Intervista a Tim Cook: dalla Privacy agli Insegnamenti di Steve Jobs

Il CEO di Apple, Tim Cook, visita la Germania e rilascia un'interessante intervista al quotidiano tedesco BILD in cui Cook racconta dettagli inediti su Steve Jobs, che definisce un maestro di vita, rispondendo a domande anche scomode sull'Apple iCar e sulla privacy degli utenti.


Tim Cook ha affrontato vari temi durante l'intervista al giornale tedesco BILD. Temi caldi come la privacy e temi cari a Cook sulla figura di Steve Jobs, e non è mancata la domanda sull'Apple iCar,

Il numero uno di Apple nella redazione del giornale BILD ha risposto a numerose domande su moltissimi temi, iniziando dalla privacy.

Pe quanto riguarda lo scandalo Datagate (Scandalo globale per i programmi di intercettazione dell'Nsa statunitense svelati da Edward Snowden), Cook conferma e rassicura che la sua azienda da sempre è attenta alla sicurezza dei dati personali dei propri utenti, e mai ci saranno violazioni di alcun genere:
"Se Snowden ha fatto qualcosa per noi, questo è stato fare in modo che parlassimo di più di queste cose. I valori di Apple sono sempre stati gli stessi. Non leggiamo le vostre email, non leggiamo i vostri messaggi, troviamo che siano cose inaccettabili. Non voglio che le persone leggano i miei!
Abbiamo disegnato Apple Pay di proposito per fare in modo di non sapere dove comprate qualcosa, quanto pagate per essa e cosa acquistate. Non vogliamo sapere nulla di tutto questo."

Il CEO risponde con un fermo "No comment" alla domanda sull'Apple iCar, l'auto tecnologica di Apple. Magari effettivamente qualcosa c'è, ma è ancora troppo presto per un annuncio pubblico.

Approposito di Steve Jobs, Tim Cook lo considera un vero e proprio maestro di vita:
"Forse non gli è sempre riconosciuto a dovere, ma per me è stato il miglior maestro che abbia mai avuto. Probabilmente non leggerete mai questa cosa in un libro, perché le persone si concentrano su altre parti della sua personalità. Mi ha insegnato che la gioia è nel viaggio. Non è in un evento, non nel pubblicare un prodotto o avere un premio. È il viaggio in sé."


sabato 6 dicembre 2014

Un messaggio può cancellare i messaggi di WhatsApp

Il successo di WhatsApp Messenger, app di  messaggistica mobile, più famosa al mondo. Un successo, dovuto non soltanto al servizo gratuito (l'unico costo d'affrontare sono gli 89 cent annuali per l'abbonamento) ma anche  alla possibilità di inviare immagini, video, file audio e la propria posizione con chiunque abbia uno smartphone o qualsiasi altro dispositivo con connessione ad Internet e sistemi operativi Android, iOS o BlackBerry, Nokia Serie 40, Nokia Symbian e Windows Phone. 


Whatsapp in continua evoluzione sin dalla sua invenzione, una sola domanda si fanno gli utenti: "E la privacy?"Nota dolente che ha portato i suoi programmatori a rivedere spesso i sistemi di sicurezza, per minacce di intrusioni. Infatti una nuova minaccia alla privacy degli utenti di Whatsapp per il prossimo futuro sarà: il messaggio che cancella i messaggi o vvero, tutte le vecchie conversazioni.

Artefici di questo "messaggio spazzino", due ragazzini indiani di 17 anni. Hanno trovato una falla nel codice di sicurezza dell'applicazione, che può essere allargata utilizzando un messaggio di duemila caratteri speciali, per un totale di 2 Kilobyte di grandezza: quando l'utente prova ad aprire tale messaggio l'applicazione va in crash e l'unico modo per poter risolvere il problema è cancellare tutte le vecchie conversazioni.

Tale problema sembra sia stato riscontrato nei sistemi operativi Android e iOS , non in Windows 8.1, quindi, sono da considerare "sicuri" i Nokia Lumia, soprattutto di ultima generazione. La stringa di caratteri speciali in grado di mettere in difficoltà Whatsapp, ha iniziato a spopolare su internet, accompagnata da un video dimostrativo. La cosa ha suscitato un allarme generale, in quanto si teme che il procedimento possa iniziare ad essere utilizzato dagli utenti per nascondere le proprie "marachelle", quindi, in caso abbiate qualche segreto o qualche "prova" da proteggere ricorrete al backup dei messaggi, è l'unico modo per poter proteggere i vostri segreti.

giovedì 10 luglio 2014

Gestione delle notifiche | Nokia X, Windows Phone 8.1, Android L a confronto

Con il neonato Nokia X2, la cui presentazione ufficiale al pubblico è avvenute qualche settimana fa, si è avuto un certo segnale da parte di Microsoft di avere tutte le intenzioni nel volere continuare il progetto Android AOSP che Nokia aveva pensato ancora prima di decidere la cessione della propria divisione Devices & Service.

L’intero pacchetto di dispositivi Nokia X, a cui si attribuisce la capacità di essere “in grado di supportare le applicazioni Android”, può contare di certe importanti differenze nei confronti della versione standard di Android, particolarmente riguardo l’interfaccia utente. Tenendo presente che, su qualunque terminale Android le notifiche possono essere consultate effettuando uno swipe dall’alto verso il basso, iniziando dalla barra di stato, nei terminali Nokia X tutto ciò non può avvenire per due motivi:
  • ogni device dispone già della “fastlane”, una specie di “home screen” che provvede a tenere dentro di se tutte le ultime applicazioni aperte e le attività più recenti, oltre ad integrare pure per l'appunto le notifiche.
  • le notifiche sono già a disposizione nella lockscreen, la cui idea in casa Nokia è risaputa sin dal Nokia N9, ovvero sia da circa 3 anni.
Recentemente Google ha fatto sapere che la nuova release di Android chiamata Android L include tra le tante novità, la possibilità di avere le notifiche nella lockscreen, attingendo in maniera implicita l'intuizione avuta, come già detto prima da Nokia, senza però scordarsi di consentire in ogni caso all’utente di potere avere la possibilità di accedere alle notifiche con il metodo tradizionale.
Gestione delle notifiche a confronto

Stando ai fatti, ci viene da domandarsi cosa c'è di differente per l’utente a livello di facilità d'uso del dispositivo? Quel che bisogna considerare è con ogni probabilità, la privacy: non avendo il centro notifiche per poter visionare l’anteprima di una notifica, e quindi con la visualizzazione nel lockscreen, non è più obbligatorio sbloccare il dispositivo ma bensì sarà sufficiente “svegliarlo”, operazione alquanto semplice e che necessità di soltanto un doppio tocco. Una valutazione che è valida sia per Android L di prossimo avvento ma anche per la piattaforma Nokia X. Il vantaggio di questa soluzione sta nell'efficienza nell'usabilità, in quanto che consente di tagliare uno step: svegliato il telefono, si effettua direttamente uno swipe su una notifica per aprire direttamente l’applicazione correlata, senza dover prima richiamare il centro notifiche. Tenendo presente che di notifiche ne riceviamo a centinaia tutti i giorni, l’efficienza, in questa circostanza, fa risparmiare numerose altre operazioni sul display.

Con la versione Android attuale, per intenderci la Kit Kat, considerando lo stesso lockscreen, al massimo si potranno vedere i loghi delle app (come ad esempio quello di Whatsapp) nella status bar. Un sistema che regala molta più privacy all’utente, ma che appare meno efficiente in quanto che costringe l’utente a dovere necessariamente passare dal centro notifiche. Soluzione che è similare a quella che ad oggi è disponibile su tutti i dispositivi Windows Phone 8 che nonostante tutto hanno posto solo per 5 notifiche nella lockscreen e che, chiaramente, appare essere ancora meno efficiente nonostante sia molto più rispettosa della privacy.


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